Sommario n. 2/04

Tecnica Strumentale:

Indice generale

LA RESPIRAZIONE CIRCOLARE (seconda parte)
di Claudio Ricciardi
Pubblicato su World Music n. 53 del 2002.

Strumenti che utilizzano la respirazione circolare

Strumenti tradizionali e loro distribuzione geografica
A) Clarinetti ad ancia semplice battente (Sachs, C., 1996):
sono caratterizzati dall’intaglio di una linguetta rettangolare (a tegola) praticata con una incisione direttamente sulla canna. Possono essere singoli, doppi o tripli.
Quelli doppi e tripli sono sempre legati tra loro senza distanziarsi, con l’eccezione delle launeddas. Arghoul: (o yarghul) clarinetto doppio o anche triplo con bordone senza fori lungo anche 2m (Egitto).

Nelle molte varietà presenti assume nomi diversi nei differenti paesi: mizmar in Siria,zamr in Marocco, Tunisia, çifte a Creta, alboka in Euzkadi, tulum in Turchia, xeremies ad Ibiza,masul nel Golfo Persico, zummarah (clarinetto doppio di uguale lunghezza ed identico numero di fori) in Tunisia; zammara (Iran), zumr (Magreb); alghoza, clarinetto doppio di eguale misura in India e Pakistan, aghanon in Marocco, alboka nei Paesi Baschi; argun in Turchia; balaban in Iran e Turchia.
Tutti questi strumenti si suonano tradizionalmente con la respirazione circolare.
Aulos: (Grecia e Roma antica) raffigurati sui vasi greci e romani, potevano essere di tipo doppio frigio con le due canne di lunghezza differente, o doppio lidio con le due canne di eguale lunghezza. Queste misure erano distinte dai greci in soprani, contralti, tenori e bassi (Henderson, I., 1962; Sachs, C., 1996; Baines, A., 1967).
Benas: (Sardegna, Italia) oggi quasi completamente scomparse, erano più rozze e meno evolute delle launeddas; potevano essere semplici, con una sola canna, doppie, o triple, con fori rotondi e non più lunghe di 35 cm (Lallai, G., 1997; Leydi, R., Guizzi, F., 1994; Spanu, G., 1998).


Launeddas:

clarinetto triplo ad ancia a tegola; due elementi legati insieme ad angolo acuto ed uno libero. (Sardegna, Italia), (Lallai, G., 1997).
1976).
B) Trombe (o corni) ad imboccatura terminale e laterale senza bocchino separato.
Adharc: corno alto dell’età del bronzo, ad imboccatura laterale. (Irlanda) (Schaeffner, A., 1978).
Dord Ard: corno tenore dell’età del bronzo ad imboccatura terminale. (Irlanda). (Schaeffner, A., 1978).
Dordiseal:

corno basso dell’età del bronzo ad imboccatura terminale. (Irlanda). (Schaeffner, A., 1978).
Per questi tre strumenti, nel 1988 Simon O’Dwyer ha scoperto che pote-vano essere suonati con la stessa tecnica del didgeridoo (vedi CD Reconciliation, 1993; Magowan, F., 1997).
Didgeridoo: (Arnhem Land, Australia).
Dung: (Tibet) tromba composta di tre segmenti inseriti e incastrati l’uno nell’altro, lunga anche oltre i quattro metri; in rame rosso, a forma dritta, a volte con decorazioni in oro e argento. Produce suoni pedale o grida (Sachs, C., 1940, p.246).
Karakara: tromba aborigena australiana in legno ad imboccatura terminale ricavata da un ramo cavo lungo circa 50 cm, che produce suoni cupi e sordi, imitando la voce dell’emu. È utilizzata come maschera acustica (Eberle, O., 1966, p.545).

Kangling:

corno ad imboccatura terminale ricavato da un femore umano (Tibet).
Ulbura: (popolazione Aranda, Australia), tromba in legno con voce fioca, usata per la sveglia al mattino prima della caccia (Eberle, O., 1966, p.571).
C) Corni africani: generalmente ricavati dalle zanne di elefante o dalle corna di antilope, ma anche da grossi rami di legno scavati. Classificati come “primitive labrosones” termine alternativo e più pratico per strumenti a vibrazione labiale (Baines, A. p.40,

D) Oboi ad ancia doppia.
Sono caratterizzati da un’ancia doppia costituita da due linguette di canna la cui parte inferiore viene fasciata così da formare un tubicino che viene inserito nell’apertura alta dello strumento. L’estremità superiore dell’ancia composta, presenta, vista dall’alto, una piccola fessura ovale, il suono si produce quando l’aria entrando mette in vibrazione le due linguette chiudendole e discostandole velocemente tra loro (Sachs, C., 1996).

Alghaita: (o Alghaida),
a campana terminale e quattro fori per le dita; è costituito da due parti staccabili collegate da una piccola catenella. L’ancia è inserita in un tubicino di metallo dove è saldato un disco che serve all’esecutore per un più efficace ritorno di pressione durante la respirazione circolare. Presente in Africa Occidentale, popolazioni Hansa e Peul, della regione attorno al lago Ciad e al corso inferiore del Niger, chiamato zukrah in Libia e Tunisia (Bebey, F., 1969, p.76 e 124).

Ciaramella: strumento popolare in Italia (Cinque, L. 1977).

Duduk: (Armenia)
di forma cilindrica, possiede 9 fori e viene costruito in legno di albicocco in tre grandezze, 28, 33 e 40 cm., con un’ancia lunga rispettivamente di 9, 12 e 14 cm. , controllata per la sua apertura da una fasciatura in legno. È uno strumento diatonico con l’ampiezza di suono di una sola ottava. È molto diffuso anche in Turchia con il nome di mey.
Ghaita: con altre varietà, nay zunami, buq zamri in Marocco e Algeria.
Gyaling: (Tibet)
Nadaswaram: (India del sud)
Serunai: (Malesia)
Shanai: (India)
Surnay: (Medio Oriente, Africa del Nord e Occidentale), chiamato anche Surnaya(Iran), Zurna o Zourna (Turchia).
Shawn:(Europa del Nord) della famiglia simile ai cromorni, con ancia doppia interna ricoperta da un cappuccio a camera d’aria.
Pungi: doppio clarinetto ad ancia interna, costituito da due canne inserite in una zucca con funzione di camera d’aria, usato dagli incantatori di serpenti, chiamato anche Tiktiri in sanscrito (India).

E) Flauti dritti e traversi
Kaval: (Bulgaria)
Narh: flauti indiani nella provincia del Rajasthan.

Strumenti moderni
Alcuni strumenti moderni a fiato possono avvalersi di questa stessa tecnica, ed attualmente la utilizzano quando si rende necessaria la ripresa del respiro senza dover interrompere la continuità di una frase musicale (Kynaston, T.P., 1978; Dick, R., 1987; Boubaker, H., 1999).
1) Famiglia sassofoni e clarinetti ad ancia semplice, sassofoni: sopranino, mezzo soprano, soprano, contralto, tenore, baritono; clarinetti: Sib, contralto, basso.
2) Famiglia oboi ad ancia doppia: oboe, corno inglese, oboe d’amore, baritono, e legni sempre ad ancia doppia: fagotto, controfagotto, bombarda.
3) Famiglia degli ottoni: corno, tromba, cornetta, flicorno, trombone, bassotuba.
4) Famiglia dei flauti traversi e dritti: flauto, ottavino, flauti dolci, flagioletti.
L’applicazione della tecnica della “respirazione circolare”, ai vari strumenti moderni presenta alcune difficoltà a seconda della famiglia di

appartenenza e a seconda a volte della grandezza dello strumento all’interno della stessa famiglia. Il problema riguarda la resistenza dovuta al ritorno della pressione.

Se si hanno le labbra chiuse e le guance piene d’aria avremo un massimo di resistenza della pressione dell’aria, ma al momento che inseriamo tra le labbra il bocchino di uno strumento questa resistenza si riduce parecchio e siamo costretti ad aumentare il controllo sia sull’imboccatura che sull’emissione dell’aria.La presenza delle ance favorisce il ritorno della pressione e sarà più semplice applicare questa tecnica agli strumenti della famiglia degli oboi che hanno un’ancia doppia. Le difficoltà non aumenteranno di molto con i sassofoni e i clarinetti che hanno un’ancia singola, mentre per gli ottoni ad ancia labiale, più lo strumento è piccolo come la tromba, più sarà agevole rispetto ad esempio alla tuba. Al contrario con i flauti sia dritti che traversi questa risulterà molto difficile in quanto la stessa imboccatura presenta una resistenza naturale quasi nulla (Dick, R., 1987).

Claudio Ricciardi

Bibliografia*
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