IL PIFFERAIO MAGICO

Favola Musical Teatrale di Sirus Shamlou
liberamente tratta dall'omonima fiaba

Musica di
GIANNINO GIANNINI


La storia e le canzoni


 

COME E' NATO IL PIFFERAIO MAGICO

La storia del magico pifferaio di Hamelin, nella versione originale di Browing, non soddisfaceva del tutto i giovani alunni: i topolini ammaliati dal suono del piffero morivano quasi tutti annegati nel fiume e sorte migliore non toccava ai fanciulli, rinchiusi in una buia e triste caverna dal musicista che così si vendicava di chi non l'aveva ricompensato per aver liberato la città infestata dai topi. Ragazzi e insegnanti hanno dunque collaborato ad una nuova versione che pur rispettando le linee fondamentali della trama originale l'ha resa più moderna e vivace, dando vita talvolta a delle vere e proprie gags comiche, come quando il Re, per liberare la città dai topi, si rivolge sulle prime alla PREMIATA DITTA RATTIGNAC & C. "pronto intervento di derattizzazionamento".

UNA CHIAVE DI LETTURA

Senza voler andare troppo oltre la lettura del testo, che é già godibile di per se, potremmo però individuare nella favola del pifferaio magico una serie di personaggi e di situazioni che rappresentano particolari aspetti della vita moderna. Quelli che nella favola di Browing non sono altro che spunti (e del resto molte fiabe per bambini offrono molteplici interpretazioni proprio per il linguaggio semplificato di cui si servono, ai limiti del simbolismo) sono evidenziati in questa nuova versione teatrale che però trova il suo maggior punto di forza nell'ironia e nella vivacità con cui è trattata la storia. Certo è difficile non vedere negli affaccendati abitanti di Hamelin, che lavorano per procacciarsi sempre più denaro, una parodia della vita frenetica dell'uomo d'oggi, al contrario i gatti sonnacchiosi e sornioni rappresentano l'altra faccia della medaglia: coloro che vogliono godersi la vita tranquillamente e senza troppi sforzi, almeno fino a quando, per i soprusi degli Hameliani, decidono di scioperare non cacciando più i topi.

Tutto da gustare anche il finale a sorpresa: non solo i bambini non sono rinchiusi nella caverna ma finiscono addirittura per travolgere festosamente il re e la sua corte con gran disappunto di questi ultimi. Una volta risolto il problema della stesura del testo, si é pensato alla musica. L'idea d'arrangiare brani musicali già esistenti era difficile da attuarsi per la necessità d'avere pezzi musicali rispondenti alle esigenze del testo ed al tempo stesso facilmente assimilabili dai giovani musicisti.
Quando la città é invasa da questi ultimi e a, niente sono valsi i pesticidi della "RATTIGNAC & C." che anzi provocano il soffocamento degli stessi derattizzatori (e chi vuole vedere in questo una critica all'uso esasperato delle moderne tecnologie faccia pure) ecco comparire il pifferaio magico. Lui é forse la proiezione delle nostre fantasie, l'outsider in grado di risolvere magicamente ogni nostro problema. Nella fiaba di Browing egli punirà l'ingordigia dei cittadini portandogli via i bambini ovvero togliendo alla città la sua gioia e la sua semplicità; abbiamo già fatto notare invece che il finale di questo spettacolo da spazio ad un'immagine di speranza dove i bambini invadono la casa del Re riuscendo forse a conquistare il suo cuore.